Ho già avuto modo di scrivere quello che penso a proposito del calcio, e qui lo sottolineo: il calcio non è uno sport, ma un inutile scempio. Un insulto all’intelligenza umana, un monumento alla stupidità di chi trova divertente e magari anche istruttivo vedere 22 idioti prendere a calci un pallone…
Ma il calcio non è solo questo: è anche una macchina che muove interessi enormi, un universo popolato da persone di rara stupidità ed ignoranza (i calciatori) e da veri e propri cani da combattimento (le società ed i procuratori) che si dividono cifre astronomiche che vengono sottratte, in un modo o nell’altro, dalle nostre tasche.
Ma il calcio non è soltanto questo: c’è ancora altro. È l’ora dei tifosi, di quei parassiti che li ho accusati di essere quasi un anno fa, che escono allo scoperto, con la scusa della partita, e che devastano dando sfogo ad istinti che poco si addicono ad essere umani senzienti e soprattutto civili.
Questo branco di parassiti, a Napoli (non sono certamente un amante della lega, ma mi vene da pensare che è proprio una bella coincidenza che sia successo proprio a Napoli) arriva in stazione e sequestra un treno, costringe i passeggeri che avevano regolarmente pagato il biglietto a scendere, ed infine devasta il treno.
Chi pagherà per i danni? Ovviamente tutti noi contribuenti, perché il nostro maledetto Stato andrà sicuramente a risarcire trenitalia.
E cosa è stato detto alle tifoserie? Il Governo ha annunciato un provvedimento severo ed esemplare: proibire tutte le trasferte.
Questo sarebbe un provvedimento serio ed esemplare? Questo sarebbe il pugno di ferro?
Allora secondo questa logica io dovrei uscire di casa armato, sparare ad una persona, ucciderla, e tutto quello che dovrebbero farmi sarebbe proibirmi di toccare ancora un’arma da fuoco.
QUESTO È SEMPLICEMENTE PAZZESCO. VERGOGNOSO!
E la cosa più stomachevole è che nessuno si indigna per questo. Se mai esistesse una giustizia, quelle persone dovrebbero essere tutte identificate e costrette AI LAVORI FORZATI a riparare i danni inflitti alle strutture e ripagare di tasca propria i danni inflitti ai mezzi. Ripagare di tasca propria il danno personale e morale ai passeggeri che hanno fatto scendere dal treno, le spese processuali, per le indagini, il danno di immagine inflitto alla società sportiva.
Ce n’è abbastanza per indebitare una persona ed i suoi parenti per tutto il resto della vita, perché questo è giusto: è giusto che certi esseri devianti siano emarginati, disprezzati dalla società intera e odiati dai loro stessi parenti. È giusto che le loro madri si maledicano per averli messi al mondo, è giusto spingere nella miseria ed emarginazione più totale questi elementi, ed impedire che una tale razza bastarda e malata possa riprodursi ancora.
Concluso questo sfogo, non voglio certo dimenticare, nel mio pacchetto di complimenti, il nostro Governo, che ha dimostrato di essere, semplicemente, senza palle, ed incapace di mettere con le spalle al muro quattro delinquentelli. Mi chiedo come ci proteggerà dai veri pericoli