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Archive for the ‘Svago’ Category

Il respiro del Diavolo

January 25th, 2009

Non il solito film sul bambino indemoniato di turno, come sospettavo. Mi è invece piaciuto molto qusto film, che potrei forse dire al confine fra l’horror ed il thriller psicologico. Caldamente consigliato.
Nella prima visione, purtroppo sfuggono particolari estremamente interessanti, che vegono ampiamente apprezzati nella seconda visione.

Sconsigliato a persone troppo impressionabili.

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L’uccello di Fuoco

January 3rd, 2009

No, non è il titolo di un film hard, ma quello di un’opera di Igor Stravinsky.
E la musica di Stravinsky è molto particolare. Ha quel “qualcosa in più” che le permette di elevarsi al di sopra di molte altre composizioni, e di primeggiare per bellezza, ma soprattutto per densità di emozioni.

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Gaudete! …di nuovo???

December 7th, 2008

Dopo un anno, si ripete “Gaudete!”.

Il concerto, fortemente voluto dall’Assessorato alla Cultura e dalla corale del Comune di Sale Marasino, torna in scena ad un anno di distanza dal debutto.
Nella cornice della Parrocchia di Sale Marasino, e con la presentazione di Luciano Bertoli, il concerto è stato ancora una volta un successo. Da subito sono arrivati i complimenti del pubblico, entusiasta.

Una bella soddisfazione, che si spera si possa ripetere nei prossimi concerti dedicati ad Antonio Vivaldi.

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tifosi violenti a Napoli

September 1st, 2008

Ho già avuto modo di scrivere quello che penso a proposito del calcio, e qui lo sottolineo: il calcio non è uno sport, ma un inutile scempio. Un insulto all’intelligenza umana, un monumento alla stupidità di chi trova divertente e magari anche istruttivo vedere 22 idioti prendere a calci un pallone…

Ma il calcio non è solo questo: è anche una macchina che muove interessi enormi, un universo popolato da persone di rara stupidità ed ignoranza (i calciatori) e da veri e propri cani da combattimento (le società ed i procuratori) che si dividono cifre astronomiche che vengono sottratte, in un modo o nell’altro, dalle nostre tasche.

Ma il calcio non è soltanto questo: c’è ancora altro. È l’ora dei tifosi, di quei parassiti che li ho accusati di essere quasi un anno fa, che escono allo scoperto, con la scusa della partita, e che devastano dando sfogo ad istinti che poco si addicono ad essere umani senzienti e soprattutto civili.
Questo branco di parassiti, a Napoli (non sono certamente un amante della lega, ma mi vene da pensare che è proprio una bella coincidenza che sia successo proprio a Napoli) arriva in stazione e sequestra un treno, costringe i passeggeri che avevano regolarmente pagato il biglietto a scendere, ed infine devasta il treno.

Chi pagherà per i danni? Ovviamente tutti noi contribuenti, perché il nostro maledetto Stato andrà sicuramente a risarcire trenitalia.
E cosa è stato detto alle tifoserie? Il Governo ha annunciato un provvedimento severo ed esemplare: proibire tutte le trasferte.

Questo sarebbe un provvedimento serio ed esemplare? Questo sarebbe il pugno di ferro?
Allora secondo questa logica io dovrei uscire di casa armato, sparare ad una persona, ucciderla, e tutto quello che dovrebbero farmi sarebbe proibirmi di toccare ancora un’arma da fuoco.

QUESTO È SEMPLICEMENTE PAZZESCO. VERGOGNOSO!
E la cosa più stomachevole è che nessuno si indigna per questo. Se mai esistesse una giustizia, quelle persone dovrebbero essere tutte identificate e costrette AI LAVORI FORZATI a riparare i danni inflitti alle strutture e ripagare di tasca propria i danni inflitti ai mezzi. Ripagare di tasca propria il danno personale e morale ai passeggeri che hanno fatto scendere dal treno, le spese processuali, per le indagini, il danno di immagine inflitto alla società sportiva.

Ce n’è abbastanza per indebitare una persona ed i suoi parenti per tutto il resto della vita, perché questo è giusto: è giusto che certi esseri devianti siano emarginati, disprezzati dalla società intera e odiati dai loro stessi parenti. È giusto che le loro madri si maledicano per averli messi al mondo, è giusto spingere nella miseria ed emarginazione più totale questi elementi, ed impedire che una tale razza bastarda e malata possa riprodursi ancora.

Concluso questo sfogo, non voglio certo dimenticare, nel mio pacchetto di complimenti, il nostro Governo, che ha dimostrato di essere, semplicemente, senza palle, ed incapace di mettere con le spalle al muro quattro delinquentelli. Mi chiedo come ci proteggerà dai veri pericoli

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Si ritorna in MTB (finalmente)

August 12th, 2008

Era tempo che avevo bisogno di un nuovo mezzo di spostamento.

No, non mi sono coprato un’automobile, ma qualcosa di più utile per la salute ed il fisico.

Rockrider 8.2 di BTwin. Freni a disco con azionamento idraulico (ad olio), trasmissione a 27 rapporti Sram X9, forcella ammortizzata RockShox Reba Race con ammortizzatore pneumatico (ad aria) e leva di blocco. Sono davvero contento!

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rinviato l’Aviolo

June 22nd, 2008

L’uscita al lago d’Aviolo programmata per il prossimo week-end è destinata a saltare. Manca la “guida”.

Se tutto va bene, ne approfitterò per cambiare destinazione ed andrò al rifugio Baitone, al quale si accede da Sonico, a dare un’occhiata. Si trova circa a metà dell’Alta Via dell’Adamello, e sarebbe un giretto interessante per la “perlustrazione” della parte centrale del sentiero.

Si trova fra i rifugi Gnutti e Tonolini, ed andando in direzione Gnutti, quindi muovendosi verso sud, si arriva al Passo del Gatto, davvero molto bello.

Passo del Gatto
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Riccardo Muti e le bande

June 15th, 2008

Sabato 14 giugno 2008 il Maestro Riccardo Muti, noto direttore d’orchestra, ha diretto una banda giovanile al Ravenna Festival. Si parla della Banda Giovanile di Delianuova (RC), ed è sicuramente strano vedere un direttore d’orchestra del calibro di Muti alla testa di una banda, nell’immaginario collettivo considerate spesso come fonti di musica prettamente popolare e di bassa qualità.

Quello che abbiamo visto è invece la testimonianza che non è così, o quantomeno che la realtà dei fatti è ormai cambiata. Le bande come le conoscevamo tempo fa, non sono destinate a sopravvivere, e devono necessariamente trovare una nuova identità. Quelle che l’hanno fatto, e che sono emerse dal panorama generale, hanno raggiunto livelli una volta inimmaginabili per questo tipo di formazione, che spesso non hanno nulla da invidiare a quelo di molte blasonate orchestre.

Oltre a queste dconsiderazioni, il fatto saliente è che un personaggio come Riccardo Muti ha voluto dare un segnale forte. La banda è una formazione che non deve scomparire, e non deve essere dimenticata dalla popolazione, ma nemmeno dalle autorità. I finanziamenti per queste, che sono vere e proprie associazioni culturali, vengono sempre più spesso tagliati ingiustamente; e si tratta di finanziamenti sottratti ad associazioni che non solo fanno divulgazione musicale, ma vera e propria promozione culturale, nonché formazione per gli allievi delle scuole di musica.

Riccardo Muti ha detto, a proposito del suo intervento:

Il problema del declino culturale è europeo non solo italiano. Almeno rispetto all’Oriente. I media parlano di Cina e India soltanto come gigantesche fabbriche. Ma in Cina hanno formato trenta milioni di pianisti, quindici milioni di violinisti, scuole di altissimo livello. L’Italia è un Paese dove la cultura dovrebbe essere una colonna portante della vita pubblica e dell’economia ed è al contrario la cenerentola di ogni politica. Le generazioni che ci hanno preceduto ci hanno lasciato un patrimonio immenso. Ma che cosa ne facciamo? Va in rovina giorno dopo giorno.

Un’altra straordinaria ricchezza che rischia di sparire è quella delle bande comunali. Molte amministrazioni hanno deciso di chiuderle, magari per destinare altri soldi alle mode delle <notti bianche> e dei fuochi d’artificio, ormai d’obbligo in qualsiasi contrada del Belpaese.
Due anni fa, anche grazie al Venerdi di Repubblica, ho segnalato il caso di un piccolo paese dell’Aspromonte, Delianova, più noto per storie di ‘ndrangheta, dove con l’autofinanziamento è nata una banda di 130 ragazzi. Li ho incontrati a Reggio Calabria e sembravano usciti da Oxford, elegantissimi, talentuosi. Ora, in Francia o in Inghilterra, nessun farmacista o avvocato di paese si sogna di finanziare una banda musicale, senza aiuti pubblici. E quanto sono importanti le bande per la nostra cultura musicale. Se mio padre non avesse imparato a memoria le arie del Trovatore o del Rigoletto suonate dalla banda comunale, forse io avrei fatto altro nella vita. Vuole ancora un esempio? Una sera mi sono perso per tornare a Ravenna e ho scoperto alla Rocca di San Leo l’annuncio di un comitato di musica gregoriana per un concerto. Si è presentato un coro di sessanta persone di ogni età, dallo studente alla pensionata, dilettanti bravissimi. Questo patrimonio di volontariato della cultura è come i boschi che ogni estate vengono bruciati. Soltanto che qui il piromane è lo Stato. E anche qui, a pagare è soprattutto la mia terra, il Sud.

Imparare a stare in un coro, in una banda, in un’orchestra, significa imparare a stare in una società dove l’armonia nasce dalla differenza, dal contrappunto, dove il merito vince sul privilegio e il vantaggio di tutti coincide con il vantaggio dei singoli. Quando avanza la sopraffazione, l’egoismo corporativo, allora siamo a Prova d’Orchestra, il film più attuale di Fellini.

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Tita Secchi 200805

June 7th, 2008

Finalmente riesco a pubblicare alcune immagini dell’uscita al Tita Secchi della settimana scorsa.
Esperienza bellissima, che però non è andata come pensavamo. Siamo stati fermati dal ghiaccio e dalla neve che non ci hanno permesso di completare l’ascensione alla vetta del Cornone di Blumone.

Non ci aspettavamo certamente di trovare ghiaccio e neve al 1 giugno, ma è stata comunque un’esperienza bellissima, che ci ha portato a contatto con la montagna come non lo eravamo mai stati prima, e sicuramente che ci ha fatto scoprire un modo diverso di fare trekking.

Partenza sabato 31 maggio alla volta di Bagolino, e poi Gaver e rifugio Nikolayevka. Salita dal sentiero 17 del parco dell’Adamello.
A metà strada abbiamo iniziato a trovare la neve. Non è stato un problema andare avanti; bastava fare attenzione ad appoggiare bene i piedi e non sprofondare. Sopra i 2000 m la neve era ovunque. Si camminava su un tappeto bianco.
Siamo arrivati al rifugio per le 16 circa. Il giorno dopo avevamo in programma l’ascensione al Blumone, ma abbiamo dovuto rinunciare.
Ritorno il terzo giorno dal sentiero n.19, a malga Cadino.

Dovremo tornare per raggiungere la vetta del Blumone. Ne riparleremo ad agosto!

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Il Cornone di Blumone

June 2nd, 2008

Glabra Montagna
assorta nella nebbia.

Rughe di neve,
righe di ghiaia.

Silenzio immane
che incombe
sulla valle.

Vecchio saggio,
infanzia di ricordi.

dal libro “Bagolino in Poesia”
di Terenzio Formenti da Brescia

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si ritorna in montagna

May 25th, 2008

Tita Secchi, sto arrivando!

A fine settimana si parte per la prima vera uscita di quest’anno. La prima di molte: lo scorso anno alcune non sono andate in porto per la troppa esitazione, ma quest’anno non mi tiene nessuno… sempre che riesca a scendere, lunedì sera!

La meta fissata è il rifugio Tita Secchi, uno dei posti che più amo, ed ai quali mi sento più legato, anche se non so dire perché. Quest’anno si approfitta del fatto che il 2 giugno, festa della Repubblica, cade di lunedì per fare un week-end lungo. SI parte sabato mattina e si torna lunedì sera.
Lo scorso anno sono andato al rifugio due giorni a cavallo tra giugno e luglio, era il week-end del 30/6 e 1/7; siamo andati a letto con 8 °C, e ci siamo svegliati con 5 °C… e c’è da dire che c’era stato caldo per tutti i mesi di maggio e giugno. Quest’anno c’è solo maggio… ed è pure un maggio molto freddo. Sicuramente troveremo ghiacchio e neve; speriamo di non trovarne troppo.

Ci è stata fortemente sconsigliata la prima tappa del sentiero n.1, per il secondo giorno, fino al rifugio Maria e Franco; ci è stato detto chiaramente che rischiamo di non arrivare mai… incoraggiante!
Io intanto ci penso da una settimana, e a volte temo di aver fatto il passo più lungo della gamba. Spero che vada tutto bene e di poter scrivere, tra qualche giorno, di una nuova bellissima esperienza in montagna.

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