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Archive for the ‘Bande e simili’ Category

Gaudete! …di nuovo???

December 7th, 2008

Dopo un anno, si ripete “Gaudete!”.

Il concerto, fortemente voluto dall’Assessorato alla Cultura e dalla corale del Comune di Sale Marasino, torna in scena ad un anno di distanza dal debutto.
Nella cornice della Parrocchia di Sale Marasino, e con la presentazione di Luciano Bertoli, il concerto è stato ancora una volta un successo. Da subito sono arrivati i complimenti del pubblico, entusiasta.

Una bella soddisfazione, che si spera si possa ripetere nei prossimi concerti dedicati ad Antonio Vivaldi.

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Riccardo Muti e le bande

June 15th, 2008

Sabato 14 giugno 2008 il Maestro Riccardo Muti, noto direttore d’orchestra, ha diretto una banda giovanile al Ravenna Festival. Si parla della Banda Giovanile di Delianuova (RC), ed è sicuramente strano vedere un direttore d’orchestra del calibro di Muti alla testa di una banda, nell’immaginario collettivo considerate spesso come fonti di musica prettamente popolare e di bassa qualità.

Quello che abbiamo visto è invece la testimonianza che non è così, o quantomeno che la realtà dei fatti è ormai cambiata. Le bande come le conoscevamo tempo fa, non sono destinate a sopravvivere, e devono necessariamente trovare una nuova identità. Quelle che l’hanno fatto, e che sono emerse dal panorama generale, hanno raggiunto livelli una volta inimmaginabili per questo tipo di formazione, che spesso non hanno nulla da invidiare a quelo di molte blasonate orchestre.

Oltre a queste dconsiderazioni, il fatto saliente è che un personaggio come Riccardo Muti ha voluto dare un segnale forte. La banda è una formazione che non deve scomparire, e non deve essere dimenticata dalla popolazione, ma nemmeno dalle autorità. I finanziamenti per queste, che sono vere e proprie associazioni culturali, vengono sempre più spesso tagliati ingiustamente; e si tratta di finanziamenti sottratti ad associazioni che non solo fanno divulgazione musicale, ma vera e propria promozione culturale, nonché formazione per gli allievi delle scuole di musica.

Riccardo Muti ha detto, a proposito del suo intervento:

Il problema del declino culturale è europeo non solo italiano. Almeno rispetto all’Oriente. I media parlano di Cina e India soltanto come gigantesche fabbriche. Ma in Cina hanno formato trenta milioni di pianisti, quindici milioni di violinisti, scuole di altissimo livello. L’Italia è un Paese dove la cultura dovrebbe essere una colonna portante della vita pubblica e dell’economia ed è al contrario la cenerentola di ogni politica. Le generazioni che ci hanno preceduto ci hanno lasciato un patrimonio immenso. Ma che cosa ne facciamo? Va in rovina giorno dopo giorno.

Un’altra straordinaria ricchezza che rischia di sparire è quella delle bande comunali. Molte amministrazioni hanno deciso di chiuderle, magari per destinare altri soldi alle mode delle <notti bianche> e dei fuochi d’artificio, ormai d’obbligo in qualsiasi contrada del Belpaese.
Due anni fa, anche grazie al Venerdi di Repubblica, ho segnalato il caso di un piccolo paese dell’Aspromonte, Delianova, più noto per storie di ‘ndrangheta, dove con l’autofinanziamento è nata una banda di 130 ragazzi. Li ho incontrati a Reggio Calabria e sembravano usciti da Oxford, elegantissimi, talentuosi. Ora, in Francia o in Inghilterra, nessun farmacista o avvocato di paese si sogna di finanziare una banda musicale, senza aiuti pubblici. E quanto sono importanti le bande per la nostra cultura musicale. Se mio padre non avesse imparato a memoria le arie del Trovatore o del Rigoletto suonate dalla banda comunale, forse io avrei fatto altro nella vita. Vuole ancora un esempio? Una sera mi sono perso per tornare a Ravenna e ho scoperto alla Rocca di San Leo l’annuncio di un comitato di musica gregoriana per un concerto. Si è presentato un coro di sessanta persone di ogni età, dallo studente alla pensionata, dilettanti bravissimi. Questo patrimonio di volontariato della cultura è come i boschi che ogni estate vengono bruciati. Soltanto che qui il piromane è lo Stato. E anche qui, a pagare è soprattutto la mia terra, il Sud.

Imparare a stare in un coro, in una banda, in un’orchestra, significa imparare a stare in una società dove l’armonia nasce dalla differenza, dal contrappunto, dove il merito vince sul privilegio e il vantaggio di tutti coincide con il vantaggio dei singoli. Quando avanza la sopraffazione, l’egoismo corporativo, allora siamo a Prova d’Orchestra, il film più attuale di Fellini.

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Gaudete! un successo oltre le aspettative

March 18th, 2008

A distanza di tre mesi dalla serie di concerti Gaudete! non si è ancora spento il coro di voci intorno ad essi, che si sono rivelati un successo che va al di là di ogni aspettativa.

L’ultima novità è una richiesta, da parte della Regione Lombardia, di fare diventare questo concerto la colonna sonora di un’iniziativa per il prossimo Natale.
La Regione promuove 11 presepi viventi nelle principali città, ed ha richiesto di tenere un concerto in ognuna di queste. Si tratterebbe quindi di fare potenzialmente fino a 11 concerti a spasso per tutta la Lombardia, ovviamente sponsorizzati dalla Regione. Hanno richiesto anche la registrazione in sala di incisione…

Credo che difficilmente riusciremo a fare fronte ad un impegno del genere, ma chissà… magari quattro concerti… nelle città principali… con pure la registrazione… non sarebbe davvero male. Staremo a vedere cosa risponde la giunta regionale.

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Gaudete! atto finale

December 19th, 2007

siamo arrivati all’ultimo appuntamento della serie di concerti “Gaudete!” dedicata al Natale: 19 dicembre al Teatro Grande di Brescia. La preparazione è stata lunga ed estenuante ma almeno, fino ad ora, ne è valsa la pena. I precedenti concerti sono stati un successo di pubblico e di critica.
57 musicisti, 140 cantanti, 4 solisti, 997 biglietti prenotati, 120 minuti di musica e poesia. Questi sono i numeri del concerto al Teatro Grande. la data del 19 dicembre 2007 rimarrà impressa negli annali della nostra associazione come quella del più grande successo di pubblico e di critica mai riscontrato. Spero di avere a breve le registrazioni audio.

La serata è stataa dir poco grandiosa: sicuramente il migliore dei sei concerto che abbiamo fatto. Si è poi conclusa in modo eccellente: cena tutti insieme e grande festa fino a tarda ora, alla faccia del lavoro, il giorno dopo. Una soddisfazione così grande non la provavo da tempo… ed anche questa volta rimpiango di essere slo un dilettante. La musica è una cosa meravigliosa, e potervi anche lavorare sarebbe una gioia immensa.

Già l’assessore provinciale ci ha ingaggiati per il prossimo anno per un altro concerto al Teatro Grande di Brescia.

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Gaudete! atto secondo

December 7th, 2007

…a Francesco

Questa sera per noi componenti del Corpo Musicale Cittadino di Ghedi è l’appuntamento più importante della rassegna concertistica, nonostante il prestigioso concerto presso il Teatro Grande di Brescia, in programma per il 19 dicembre prossimo. Si tratta infatti del concerto nella nostra città, di fronte al nostro pubblico.
Il 2007 è però un anno importante soprattutto per un motivo passato ingiustamente in secondo piano, e noi vorremmo condividere con voi tutti una storia importante, che chiarirà il perché a noi musicanti sta tanto a cuore il concerto di questa sera:

C’era una volta un paese di Provincia; questo paese aveva una banda. Una banda come tante, in un paese come tanti.
La banda era diretta ormai da molti anni dal Maestro Gastone Lattieri. Vederlo sul podio era diventata per tutti un’abitudine; non avremmo saputo concepire la Banda senza Gastone. Gli anni trascorrono; arriva il giorno in cui il Maestro Lottieri decide che è giunto il momento di andare in pensione, e di lasciare spazio ad un nuovo direttore. In molti si chiedono: “Chissà come sarà il nuovo Maestro!!?”Qualcuno immagina la figura di un signore distinto e la banda continuare la strada che già stava percorrendo… Nulla di nuovo, insomma…
Quando arriva il nuovo Maestro, ci rendiamo subito conto che non è esattamente quello che ci aspettavamo: si tratta di un uomo dall’aria simpatica… sui trentacinque anni, proveniente da una famiglia di musicisti…che dimostra fin da subito d’avere uno spiccato senso artistico e musicale, oltre ad una preparazione lodevole. Per i più giovani componenti della banda, più che l’aria distinta del nonno che caratterizzava il Maestro Gastone, ha quella di un fratello maggiore.

Con il tempo la Banda ed il nuovo Maestro imparano a capire i rispettivi punti di vista, limiti e pregi… Insomma a conoscersi… Tutto nella norma, almeno fino a quando non succede qualcosa che nessuno aveva previsto: la piccola banda di paese si trova di fronte ad una ghiotta occasione, rappresentata dal Centesimo Anniversario della morte di Giuseppe Verdi. Siamo arrivati così al 23 Giugno del 2001. Tutti si danno da fare per allestire il più grande concerto tra quelli presentati dalle altre associazioni musicali in onore del “genio del melodramma”.
All’improvviso, come un’esplosione, arriva il successo… il favore del pubblico e della critica per le iniziativa presentata e per le successive, di cui ricordiamo in particolare: un nuovo concerto di Musiche Sacre nella nostra Chiesa parrocchiale; il concerto “Musica a Stelle e Strisce”, dedicato alla musica degli Stati Uniti d’America; quello dedicato alla musica degli spettacoli circensi…e molti altri ancora…

La nostra piccola banda, ormai cresciuta, non si accontenta… decide che si può fare di più: intraprende la fruttuosa collaborazione con le corali, dando vita al memorabile ciclo di concerti dedicati a Mozart… Ed oggi siamo qui, ancora tutti insieme, a conferma che questa collaborazione è stata un vero successo.
La piccola banda ora è cresciuta: è diventata una grande banda da spettacolo, capace con le sue esibizioni di mobilitare migliaia di persone, e di suscitar in esse un incontenibile entusiasmo.

In questa storia non ci sono solamente concerti, ma anche importanti appuntamenti: ricordiamo quelli con gli Alpini, per esempio, che si sono tramutati in vere e proprie avventure; l’istituzione del Concorso per Musica Bandistica “Città di Ghedi”; la partecipazione al Concorso Internazionale di Musica Bandistica “Flicorno d’oro” a Riva del Garda…
La nostra Banda si occupa anche di formazione: la scuola di musica, grazie alle conoscenze del Maestro, viene riformata. Molti dei suoi componenti riprendono a studiare, perfezionandosi con Maestri di grande abilità e preparazione, imparano a suonare nuovi strumenti musicali, ed alcuni intraprendono la prestigiosa strada del Conservatorio.

Ormai avrete intuito chi è il vero protagonista della nostra storia. Egli ha operato una vera e propria rivoluzione… ed ha trasformato una piccola banda di paese nella banda da spettacolo che voi tutti stasera potete vedere ed ascoltare.Questa evoluzione è stata certamente possibile grazie alla volontà dei suoi membri, ma più di ogni altra cosa grazie all’impegno del nostro Maestro.

Questa storia, è iniziata un sabato sera: era l’8 marzo del 1997 quando il Maestro Francesco Andreoli è stato presentato al pubblico dal Maestro Gastone Lattieri ed invitato a salire sul podio a dirigere il suo primo brano con il Corpo Musicale cittadino di Ghedi. A distanza di soli due mesi, il 10 maggio, si sarebbe tenuto il primo concerto del nostro nuovo Maestro, dedicato a tutte le mamme… E nessuno avrebbe immaginato quella sera dove saremmo arrivati…Quest’anno festeggiamo il decimo anniversario di Francesco come direttore della nostra Banda, e non potevamo permettere che questo importantissimo traguardo non ricevesse adeguata attenzione.

Vogliamo ringraziarti pubblicamente, Maestro, ed abbiamo scelto questa serata, nella nostra città, al termine di quello che è stato senza dubbio l’anno più intenso e redditizio dell’ultimo ventennio della nostra storia…GRAZIE, FRANSCESCO!

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32 grazie!

December 2nd, 2007

Ieri concerto di Santa Cecilia con la banda di Manerbio, ed oggi pranzo tutti insieme, per festeggiare. Andando con ordine…

Il concerto è stato un successone: non ricordavo di vedere il Politeama così pieno da anni. Un percorso musicale non semplice, ed un lungo omaggio alla figura di Arturo, che ha potuto celebrare così in un vero e proprio trionfo i 30 anni insieme alla sua banda ed al suo pubblico.

Oggi il pranzo è stato il giusto coronamento di tutto.Ultima trafila di regali ad Arturo e poi una sorpresa anche per me: un portachiavi d’argento come ringraziamento per l’attività.
Certamente non me lo sarei mai aspettato ed è stata una bellissima sorpresa. Mi sono sentito davvero orgoglioso di fare parte di questa associazione.

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Gaudete! atto primo

December 2nd, 2007

Queste sera prende il via la serie di concerti “Gaudete!” promossa dal Corpo Musicale Cittadino di Ghedi.
Sei concerti nelle chiese dei principali centro della provincia, ed un repertorio che attinge canti tradizionali natalizi dalle culture di tutto il mondo. Ad eseguirlo la banda, cinque corali, e quattro solisti d’eccezione.

Questa sera si inizia con la Basilica della Visitazione di Bagnolo Mella. Le prossime tappe saranno il 7 dicembre a Ghedi, nella Chiesa Parrocchiale S. Maria Assunta; sabato 8 dicembre a Gambara nella Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo; domenica 9 docembre a Leno, nella Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo; domenica 16 dicembre ad Erbusco, nella Chiesa Parrocchiale S. Maria Assunta; gran finale mercoledì 19 dicembre a Brescia, presso il Teatro Grande

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IV Novembre

November 4th, 2007

Oggi è il IV novembre. Festa Nazionale.
Solito rituale: ritrovo la mattina alle nove, presentazione alla sede cittadina dell’Associazione Nazionale Alpini, incontro con le Autorità, partenza, parata, Onore ai Caduti, Inno Nazionale… solite cose, insomma… però quest’anno è stato diverso.

Non so nemmeno io in cosa sia stato diverso, ma lo era. Non che ci fosse nulla di diverso dagli scorsi anni, ma ho cominciato a pensare che qualcosafosse diverso quando ero al rinfresco organizzato dagli alpini. Alzo la testa e vedo, mentre parla con il comandante dei Carabinieri e un tizio dell’esercito di cui non sono riuscito a vedre i grado, un anziano sicuramente ultra ottantenne. Mi hanno detto essere qualcosa come il Presidente della locale sezione dell’ANPI. Ho sentito che poi parlava con qualcuno di noi; chiedeva che alla cerimonia ufficiale fosse suonato, un lungo Silenzio, lungo e commovente.

Da lì la manifestazione non è più stata la stessa. Vedere quell’uomo, oltre la soglia degli ottanta anni, che chiedeva, nella giornata delle Forse Armate, nient’altro che il più bello degli onori ai Caduti di tutte le guerre… questa scena mi ha toccato. Mi sono fermato a riflettere su quanto la nuova generazione conosca i valori ricordati in questa giornata: l’Inno Nazionale, l’Onore ai Caduti, alla Bandiera, il ricordo delle persone che in ogni guerra si sono sacrificate per la nostra libertà e per il nostro Stato.

Se mio nonno fosse ancora vivo, ci sarebbe stato anche lui, questa mattina. Fiero di aver partecipato alla Seconda Guerra Mondiale, con la sua bandiera in mano, in rispettoso silenzio. Me lo sono immaginato molte volte, nella mattinata.

Non avrò vissuto quei momenti, ma ho cercato di portare il massimo rispetto per quello che si stava commemorando. Mi piace pensare di aver eseguito il miglior Inno Nazionale in quattordici anni che suono.

Per un giorno mi sono sentito pieno di orgoglio per la mia patria.

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Case di Bles

September 1st, 2007

Quando uno è bastardo… stavolta penso proprio di avere toccato il fondo.
Sono andato in montagna con un po’ di gente di Manerbio, e tra i tanti alcuni ragazzini della banda. Nove persone, tra le quali i suddetti ragazzi in una baita in mezzo alle montagne, senza energia elettrica, senza gas, senza acqua corrente, e senza telefono… vuoi sprecare una così ghiotta occasione di farli cagare addosso come mai hanno fatto in vita loro…?

Dopo questi due giorni di gitarella posso solo dire che nella notte è apparso il demonio, che ha rapito un nostro complice, mentre i poveri ignari non sapevano più da che parte girarsi dalla paura che avevano. Direi che è venuto bene, quindi…

Ma lascerò che siano i diretti interessati a parlare: quello che segue è quanto scritto da uno degli sfortunati e che è stato pubblicato sul sito della banda.

Partenza: fissata per le ore 6:30 (solo Dio sa come abbiamo fatto ad alzarci), tutto pronto per due giorni pieni di divertimento alle baite di Bles. Di mattina si sa, non si è molto pieni di spirito di avventura, ma nonostante tutto il morale era abbastanza alto; il viaggio decisamente tranquillo (3 ore di macchina accompagnati da musica e quant’ altro ma niente da segnalare di particolare) mentre, una volta arrivati là, ci aspettava… la CAMMINATA!!! … già, perché solo a questo si pensava, ma !!!???

A questo punto i nostri, gambe in spalla e favoriti da forte meteorismo si inerpicavano verso la meta sprezzanti del pericolo. In realtà il rischio maggiore non era rappresentato dal mitico orso dell’Adamello, ma dalle nauseabonde esalazioni odorose che per decenza chiameremo MARIO e per essere più dettagliato, le peggiori MARIO erano quelle che senza fare rumore (come una sciarpa) in modo subdolo, ti avvolgevano la gola e ti strozzavano.

Chi si dilettava in sublimi rosari e litanie all’ Altissimo (sempre sia lodato), chi si trascinava su a forza di lamenti o chi si arrampicava tentando un mitico sorpasso da record per arrivare primo al traguardo, fatto sta che dopo tre interminabili, dure, estenuanti e faticose fantozziane ore di cammino raggiungemmo la tanto agognata destinazione. Le macchine, lasciate a malincuore, nel paesino chiamato Canè ed il notevole peso degli zaini ci hanno fatto soffrire, tanto da pensare di essere finiti nel film “La Passione di Cristo” (tra i viveri avevo pure 3 Kg di fagioli!).

Giunti là, stremati ma soddisfatti per l’ “impresa eroica”, i magnifici 9 tra cui, Igor il Giò; il Sacrestano Mattia ; il Seminarista Sergio; Cuore Impavido Alessandro; la zia dei Verginotti Alessia e i Verginotti Francesco, Enrico, Francesca e Fabio, ci siamo stravaccati a pelle d’ orso sul primo masso trovato e dopo una lunga fase di rianimazione psicofisica abbiamo esplorato il gelido interno della baita (12° in mezze maniche non è il massimo!!); ma sopravvissuti al freddo polare, ci accoglieva un ambiente molto confortevole e suggestivo.

Il pomeriggio è trascorso come una folata di vento che ci trasportava inesorabilmente verso il momento clou dell’ avventura…( IGOR e i suoi già meditavano e tramavano…)

Atto 1°: preparazione emotiva allo scherzo; il Sacrestano, per incanalarci nello spirito della serata, ci ha raccontato una storia che riguardava la macabra apparizione in questo posto di un diavolo con i capelli ricci e lunghi (praticamente Arturo da giovane), vestito in giacca e cravatta e per metà cavallo; ovviamente, da bravi Verginotti, ci siamo appesi all’ amo. Intanto Igor a nostra insaputa, montava un lugubre travestimento che personificava la Morte. Scoprimmo soltanto più tardi che non era altro che un fantoccio ben costruito.

Atto 2°: tutti a letto; ovviamente senza espletare funzioni biologiche perché eravamo già paralizzati dal racconto, il coprifuoco era fissato alle 23:30 (??) e imbacuccati in multistrati di lana ci prestavamo al meritato riposo, quando il bello stava proprio per arrivare.

Atto 3°: i Verginotti se la fanno sotto; … ecco che, proprio in una notte di luna piena, sentiamo qualcosa di inquietante alla porta, rumori tipo catene, vetri rotti e cigolii sinistri che bastano per farci cagare addosso, urlare per lo spavento e …, ma per limiti di censura non posso raccontare altro. Un colore cadaverico era stampato sui nostri volti. Il panico ci aveva assalito al punto che nemmeno Cuore Impavido e nostra Zia (la zia dei Verginotti) riuscivano a calmarci. Purtroppo anche dopo le rassicurazioni del Sacrestano e del Seminarista stentavamo a riprendere il controllo degli sfinteri (si dice che la cacca porti abbondanza, vedremo se è vero).

Il mattino seguente con i suoi raggi di sole dava risalto a quanto successo poche ore prima, si vedevano cacchette del tipo: dissenteria pura, tortillas poco compatte ed anche i classici stronci degli stitici (ne so qualcosa) non potevano vantare la loro tradizionale forma a pinnacolo.

Lavato e disinfettato tutto, abbiamo sparso la parte migliore di noi stessi nei prati vicini con la certezza ( come canta De Andrè) … dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior… L’ ora di pranzo con le prelibatezze di Igor favorivano il riempimento del nostro pancino… Ed ora, ritorno a casa e tra due ali di Heidiane caprette che ci facevano ciao, salutavamo tutto e tutti con un elegante gesto all’ insù, pronti per nuove depurazioni intestinali ed altre esilaranti avventure con la Santa Cecilia corporation.

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che successo…!

June 18th, 2007

Il concerto di Giugno è stato un successone!

Il tema era “Sulle ali del bel canto”, e riprendeva la musica di 110 anni fa. Perché proprio 110? Semplicemente perché è stato richiesto dalla sede di Ghedi del Credito Cooperativo, che celebra appunto, quest’anno, il suo 110° anniversario.
Accompagnati da un coro di 190 elementi, nell’usuale cornice di Piazza Trento, e con un pubblico di oltre 1000 persone è stato un vero trionfo, sotto ogni punto di vista.

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