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Sei un vero alcoolizzato…
sei un vero alcoolizzato quando picchi il sempre bicchiere sul tavolo prima di bere, anche se contiene acqua;
sei un vero alcoolizzato quando vai fuori a cena e ti ubriachi, anche se la cena è con i tuoi genitori;
sei un vero alcoolizzato quando sei ubriaco dopo il pasto, specie se il pasto in questione è il pranzo della domenica;
sei un vero alcoolizzato quando per digerire qualsiasi cosa bevi grappa, whiskey, o anche di peggio, e lo fai anche quando sei a stomaco vuoto;
sei un vero alcoolizzato quando hai il coraggio di presentarti ai tuoi amici alle ore 16.00 di domenica pomeriggio strafatto di assenzio.
Praga [3]
C’è solo una parola per definire questa città: MERAVIGLIOSA.
Consiglio l’acquisto della Praga Card: una tessera che costa un pochino, ma da diritto di ingresso omaggio in moltissimi palazzi e mostre. Più di quanto non siamo riusciti a fare in sei giorni (correndo anche, per di più). È a dir poco sorprendente la quantità di oro che si trova in giro per la città, su monumenti, torri, tetti… una città che vale la pena sicuramente di visitare, almeno una volta nella vita.
Sconsigliata ad astemi e vegetariani
Praga [2]
I cechi hanno il tasso di birra pro-capite più alto di tutta Europa.
Stasera abbiamo fatto schifo ad una barista ceca (anche per il cibo, non solo per la birra). Siamo i migliori!!!
iDoser: attenzione, giornalisti lobotomizzati!
Da qualche giorno va molto di moda, tra i giornalisti, parlare di questo iDoser, o come diavolo si chiama. Secondo loro, partendo dal noto fatto che le onde sonore sono in grado di stimolare il cervello, alcune particolari onde sonore dovrebbero avere l’effetto delle sostanza stupefacenti e la gente starebbe iniziando a drogarsi con i suoni. Alcuni suoni, con fra i 3 ed i 30 Hz, sarebbero in grado di raggiungere il cervello e di stimolarlo suscitando sensazioni ed emozioni… come le comuni droghe.
Iniziamo a fare alcune considerazioni:
- quelle frequenze non sono udibili dall’orecchio umano, quindi non è possibile che vengano trasmesse al cervello che quindi non può ricevere nessuna stimolazione;
- quelle frequenze non è possibile nemmeno che raggiungano il cervello pur essendo “non udite”; quello che voglio dire è che il timpano umano non è capace di vibrare a quelle frequenze, che possono essere percepite dall’uomo solo attraverso il tatto, in forma di vibrazioni;
- facendo un rapido calcolo, ed assumendo una frequenza di riferimento di 10 Hz, la velocità del suono è di 1224 km/h, equivalenti a 340 m/s; considerando qesti fatti un’onda a 10 Hz ha una lunghezza di 34 m. TRENTAQUATTRO METRI! Esiste uno strumento tecnologico in grado di riprodurre un suono con una lunghezza d’onda di 34 metri? La risposta è NO.
- i giornalisti (idioti) mostrano tutta la gente che “si droga” con gli auricolari, ma così facendo si contraddicono da soli. Gli auricolari non sono in grado di riprodurre quelle frequenze di cui parlano. Per avere una cassa in grado di riprodurre 30 Hz bisogna spendere almeno 2000 € per un subwoofer di fascia alta.
Ecco demolita in quattro punti una delle più grandi idiozie che abbia mai sentito e sulla quale i giornalisti ci stanno sguazzando come maiali nel fango. Quello che trovo sorprendente è la stupidità diq uesti giornalisti, che non si preoccupano nemmeno di verificare che quello che raccontano sia PLAUSIBILE. Questa storia sarebbe ridicola anche nel campo della fantascienza.
Spero davvero che vengano svergognati e che gli autori vengano radiati dall’albo dei giornalisti. L’informazione è qualcosa di prezioso per la civiltà, ma sempre più spesso si assiste a dimostrazioni di stupidità, e di mancanza di serietà, come questa.
Le persone che avrebbero il compito di informarci in modo da darci una visione seria e concreta del mondo, stanno invece facendo di tutto per sommergerci con queste idiozie e nascondono invece le vere notizie.
Enoteca
Ieri sera sono tornato in enoteca, alla cara vecchia Vineia.
Era da un po’ di tempo che non ci andavo più. Pare strano tornare in enoteca in una calda sera di giugno, quando forse sarebbe più gradita una birra ghiacciata, ma invece è stata una bella serata, anche con una bella compagnia, tutto sommato.
Per chi volesse andare a curiosare è un posto che io consiglio in tutte le stagioni: http://www.vineia.it/
Assenzio
L’assenzio è un distillato ad alta gradazione alcolica all’aroma di anice derivato da erbe quali i fiori e le foglie dell’assenzio maggiore, dal quale prende il nome. Talvolta viene erroneamente definito un liquore, ma non lo è; essendo l’assenzio prodotto da una trasformazione a caldo tramite alambicco e imbottigliato senza l’impiego di zucchero, perciò è classificato come distillato. Essendo di colore verde, l’assenzio si è affermato anche con l’epiteto Fée Verte (Fata Verde). Viene generalmente bevuto aggiungendo dell’acqua ghiacciata e/o dello zucchero. Questo tipo di preparazione è una parte importante, quasi una sorta di rito, per chi beve assenzio.
L’assenzio appare incolore o di tutte le sfumature della clorofilla, dal giallo tenue al verde smeraldo, ed ha un sapore complesso dovuto ad un bilanciamento degli aromi delle varie erbe. In aggiunta alle foglie di assenzio, esso contiene semi di anice verde (l’anice stellato raramente era utilizzato e solo in modeste quantità), semi di finocchio, issopo, melissa, artemisia pontica e diversi altri ingredienti che cambiavano da distilleria a distilleria quali angelica, menta, genepì, camomilla, coriandolo. Sembrerebbe una tesi priva di fondamento quella secondo cui l’assenzio venisse in alcuni casi adulterato con oppio: non esiste alcun documento storico che lo confermi e nessuna ricetta storica che ne parli.
Il contenuto alcolico è estremamente elevato per permettere alla clorofilla di restare stabile il più a lungo possibile (tra il 45% ed il 75%). Storicamente, c’erano 4 varietà di assenzio: ordinario, semi-eccellente, eccellente, e superiore o svizzero, l’ultima delle quali aveva un tenore alcolico maggiore rispetto alle altre. Il miglior assenzio contiene dal 65% al 75% di alcol.
